
É corretto eliminare completamente i grassi dalla propria dieta?
Si sa, l’inizio dell’anno è caratterizzato da buoni propositi, voglia di fare e di migliorarsi. Uno degli obbiettivi più gettonati dalle persone è quello di rimettersi in forma o almeno di mangiare meglio, ma cosa significa “meglio”? É corretto eliminare completamene i grassi dalla propria dieta?
Per molti anni si è creduto che i nemici giurati della forma fisica e della salute in generale fossero i grassi, al punto che anche il consumatore più distratto non può negare di aver sentito parlare, almeno una volta nella vita, di grassi saturi, insaturi, polinsaturi.
Come spesso accade quando l’opinione pubblica è costretta a orientarsi in una giungla informativa di fonti, messaggi, pareri di esperti o presunti tali, la tendenza prevalente è di imboccare il sentiero più semplice e assimilare principi base quali: “i grassi fanno male, devo mangiarne meno”.
Ma non è così, vediamo perchè.
Cosa dicono gli studi scientifici?
In realtà è già da qualche anno che questo mito è stato sfatato scientificamente: numerose ricerche dimostrano che una dieta povera di grassi non fa solo male, ma ti accorcia la vita.
Da questo studio pubblicato da The Lancet, emerge chiaramente che è un grave errore tenersi alla larga dai grassi naturali poiché nel mondo chi ne mangia di più vive significativamente più a lungo. Ciò vale anche per i tanto demonizzati grassi saturi che vantano, invece, la particolare abilità di ridurre il rischio d’infarto.
Tali conclusioni “rivoluzionarie” agli occhi di una società come la nostra ossessionata dai grassi a tavola, sono frutto dell’osservazione, durata sette anni, delle abitudini alimentari di 135mila persone.
I ricercatori hanno appurato che chi conduce una dieta a prevalenza di carboidrati muore prima di chi si garantisce un adeguato apporto di grassi grazie al consumo di burro, formaggi e carne.
Cosa bisogna evitare, allora?
Se carne e formaggi escono pienamente “riabilitati” dallo studio pubblicato su Lancet, non si può dire lo stesso per i carboidrati.
Nel periodo di tempo considerato, infatti, i partecipanti con un’alimentazione a prevalenza di carboidrati, in particolare zuccheri raffinati e cibi molto processati, hanno corso un rischio di morire il 28% più alto di coloro nella cui dieta meno della metà delle calorie giornaliere (il 46%) era data dai carboidrati.
L’auspicio degli autori di questo studio è che, alla luce delle conclusioni raggiunte, siano riconsiderate le principali linee guida in materia alimentare in senso distensivo delle limitazioni al consumo di grassi e ristrettivo di quello di carboidrati, soprattutto se raffinati.
Ciò non significa che d’ora in poi sia ammesso strafogarsi di bacon e salumi ogni giorno, abolendo totalmente pasta, pane e dolci.
Qualunque sia la portata dei progressi scientifici, i principi base di un’alimentazione sana e corretta restano sempre gli stessi: buonsenso ed equilibrio a garantire che tutti i macro nutrienti facciano squadra per il nostro bene.
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