
In che cosa consiste il vaccino antinfluenzale?
Il vaccino antinfluenzale è un preparato che difende l’organismo dal virus dell’influenza, stimolandolo a sviluppare anticorpi contro di esso. Gli anticorpi, o immunoglobuline, sono delle proteine globulari in grado di riconoscere i microrganismi estranei (gli antigeni), che possono infettare l’intero organismo umano, e di farli distruggere da cellule specifiche del sistema immunitario.
Chi deve vaccinarsi e perchè?
Possono vaccinarsi contro l’influenza tutti gli individui dai 6 mesi d’età in su. La somministrazione del preparato non è obbligatoria, ma risulta particolarmente indicata per certe categorie di persone come bambini, adolescenti e anziani perché possiedono delle difese immunitarie “fragili”. La vaccinazione è caldamente consigliata anche alle donne incinte, in quanto il virus influenzale potrebbe trasmettersi al feto e complicare la gravidanza, e agli individui affetti da particolari patologie come asma, fibrosi cistica, diabete, AIDS, malattie renali o epatiche, obesità.
Quando dobbiamo vaccinarci?
Secondo l’AIFA, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare. Per tale motivo è necessario ripetere la vaccinazione antinfluenzale ogni anno, prima di ogni nuova stagione influenzale. Vaccinarsi in ritardo infatti, potrebbe essere inutile perché si corre il rischio di ammalarsi quando ancora le cellule della memoria immunitaria non sono pronte.
Ci sono rischi associati alla vaccinazione?
I vaccini contro l’influenza sono efficaci e sicuri e gli effetti collaterali sono irrilevanti se paragonati ai rischi di un’epidemia influenzale o agli effetti collaterali dei farmaci più comuni usati per curarla. A seguito del vaccino possono presentarsi transitorio gonfiore e dolore della zona interessata o, in rari casi, febbricola o malessere generale che regrediscono spontaneamente nel giro di 24/48 ore. Solo in alcuni individui la vaccinazione è controindicata (per esempio in presenza di allergie alle uova) quindi si consiglia di rivolgersi al proprio medico per abbattere il rischio di complicanze.
Il vaccino funziona sempre?
Dai dati statistici emerge che il vaccino antinfluenzale è efficace nel 60-70% dei casi. Ciò dipende da due fattori: il primo è che i virus contenuti nei vaccini vengono scelti sulla base dei virus isolati nel corso della stagione precedente. L’efficacia del vaccino dipende quindi dalla corrispondenza tra i virus che contiene e quelli circolanti, che possono anche essere diversi. Il secondo fattore è il numero di persone che ricorrono al vaccino: tante più persone sono vaccinate contro il virus dell’influenza, tanto più è difficile che tale virus possa diffondersi e circolare nella popolazione. Questo meccanismo, valido per tutti i virus e i relativi vaccini, è noto come immunità di gregge e rappresenta una modalità efficace per proteggere gli individui che non possono essere vaccinati.
Qual è la differenza tra vaccino trivalente e quadrivalente?
Il vaccino antinfluenzale più utilizzato in Italia è detto trivalente perché contiene tre tipi di virus: due di tipo A (H1N1 e H3N2) e uno di tipo B (Colorado). C’è poi un vaccino quadrivalente che oltre ai tre ceppi contenuti nel trivalente, comprende anche un secondo ceppo B (Yamagata). Nonostante il trivalente garantisca una buona copertura dai virus influenzali, il quadrivalente viene consigliato ai bambini dai 6 mesi ai 4 anni perché questa è l’età di maggiore incidenza della sindrome influenzale.
Cos’altro possiamo fare per prevenire l’influenza?
Per limitare la diffusione dell’influenza la misura di prevenzione più importante è rappresentata da una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie che prevede di lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone, di coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce e di aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna. L’adozione di queste misure igieniche unita alla vaccinazione della popolazione, rappresenta il modo migliore per contrastare l’epidemia influenzale, perché come si suol dire prevenire è meglio che curare!
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