Vitamina D: integrarla è veramente necessario? - Farmacia Burri Verona

Salute e prevenzione

Vitamina D: integrarla è veramente necessario?

L’apporto supplementare di vitamina D è uno dei temi più dibattuti in campo medico, fonte di controversie e di convinzioni tra loro anche fortemente antitetiche. In questo articolo andremo a fare un po’ di chiarezza sui casi in cui integrare questo nutriente rappresenta un vero aiuto per la nostra salute.

Che cos’è la vitamina D

Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Tra queste le più importanti sono la vitamina D2 o ergocalciferolo e la vitamina D3 anche detta colecalciferolo.

Entrambe le forme vengono attivate a calcitrolo nei reni e quindi hanno attività biologica analoga.

Ruolo biologico

La vitamina D svolge un ruolo importante nella regolazione dei processi di mineralizzazione ossea perché promuove l’assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale. È una molecola indispensabile per la crescita fisiologica dello scheletro, per un corretto rimodellamento osseo e per prevenire la degenerazione con l’età avanzata.

La vitamina D è inoltre implicata nella modulazione del sistema immunitario, in quanto partecipa alla regolazione della proliferazione delle cellule immunitarie e della loro differenziazione in globuli bianchi, monociti e macrofagi.

In natura

Purtroppo la presenza della vitamina D negli alimenti è scarsa. I cibi che la contengono maggiormente sono il fegato, l’olio di pesce, il tuorlo d’uovo e alcuni pesci marini grassi come il salmone e l’aringa.

Fortunatamente il nostro corpo è in grado produrla quando la cute viene esposta al sole, in particolare dalle 11.00 alle 15.00 perchè in questa fascia oraria è massima la presenza dei raggi UVB: i veri responsabili della reazione di produzione della vitamina.

Integrazione

Dato lo stile di vita diffuso nella società moderna, in molti si chiedono se il poco tempo passato all’aria aperta sia sufficiente per garantire il giusto apporto giornaliero di vitamina D.

Non tutti sanno che questa vitamina è liposolubile e pertanto può essere accumulata nel tessuto adiposo in dosi massicce per poi essere utilizzata dal corpo al bisogno.

Questo significa che esponendoci al sole, soprattutto durante l’estate ma anche nelle altre stagioni (bastano 15 minuti al giorno), possiamo crearci una vera e propria scorta personale di vitamina D alla quale il nostro corpo potrà attingere nelle giornate in cui non ci esponiamo ai raggi solari.

Per questo motivo le persone con un normale fabbisogno che riescono a passare almeno 15 minuti al giorno all’aria aperta non necessitano l’uso di integratori di vitamina D.

Chi deve integrare

Il fabbisogno di vitamina D aumenta durante la crescita, la gravidanza, l’allattamento e la menopausa. In tali situazioni viene consigliata la determinazione dei livelli della25-OH vitamina D (25OHD) circolante che è il parametro unanimemente riconosciuto come indicatore affidabile dello status vitaminico.

In base ai livelli rilevati dal test il medico decide se è necessario integrare la vitamina con dei supplementi e i dosaggi da assumere.

Anche le persone affette da osteoporosi, osteopatie o in terapia con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D (antiepilettici, glucocorticoidi, antiretrovirali, antimicotici, colestiramina, etc.), dovrebbero monitorarne attentamente i livelli.

Vitamina D e tumori

Sebbene alcuni “guru” della medicina alternativa attribuiscano alla somministrazione di vitamina D funzioni di protezione nei confronti di vari tumori, i risultati degli studi scientifici rivelano una correlazione poco significativa tra le due cose.

Per esempio, secondo lo studio VITAL (il primo studio randomizzato e controllato su un campione di 26mila persone), la supplementazione di vitamina D sembrerebbe non diminuire significativamente il rischio di sviluppare tumori, sebbene fornisca evidenze sul fatto che tale vitamina provochi un’incoraggiante riduzione nella mortalità per cancro.

Eccesso di vitamina D

Come per tutte le cose il troppo stroppia e quindi anche l’eccesso di vitamina D può provocare degli spiacevoli effetti collaterali, tra cui una calcificazione diffusa a livello dei vari organi che si manifesta con vomito, diarrea e spasmi muscolari.

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina D?

Non esistono studi definitivi per stabilire il dosaggio ottimale di vitamina D, ma le attuali linee guida raccomandano di assumere una dose giornaliera compresa tra 25 e 50 microgrammi al giorno. Tale raccomandazione non vale nelle sopracitate situazioni di aumentato fabbisogno della vitamina o nei casi di conclamata carenza.

In conclusione, possiamo dire che la vitamina D rappresenza senz’altro un valido alleato alla nostra salute, in particolare per le ossa e per il sistema immunitario, ma è bene integrarla con l’aiuto di supplementi solo quando serve, ovvero nei casi di aumentato fabbisogno (crescita, gravidanza e vecchiaia).